Diritto del lavoro

Dimissioni illegittime

Le dimissioni sono una facoltà del lavoratore, il quale deve unicamente rispettare l’obbligo di preavviso di dimissioni che può venir meno, nel caso delle dimissioni per giusta causa, solo in caso di grave inadempimento da parte del datore di lavoro.

Le dimissioni volontarie devono nascere da una libera determinazione del lavoratore. Sono considerate dimissioni illegittime sia quelle date contemporaneamente all’atto di assunzione, sia quelle rassegnate a seguito di minacce o determinate da incapacità di intendere e di volere. In tutti questi casi il diritto del lavoro  prevede che le dimissioni siano annullabili richiedendo l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Le riforme del c.d. Jobs Act entrate in vigore nel 2016 garantiscono ora la veridicità della decisione del lavoratore, la legge subordina la validità delle dimissioni al rispetto di una nuova procedura, in cui sono previste soltanto dimissioni telematiche comunicate con appositi moduli resi disponibili dal Ministero e delle politiche sociali attraverso il sito www.lavoro.gov.it e inviate al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente. Le dimissioni volontarie rese con qualsiasi altra modalità sono inefficaci.

Condotte antisindacali

Lo Studio Di Dio interviene anche nell’ambito dei comportamenti antisindacali del datore di lavoro, ossia di quell’insieme di atti volti ad impedire o a limitare l’esercizio della libertà sindacale, dell’attività sindacale e del diritto di sciopero.

La Suprema Corte di Cassazione ha più volte sottolineato l’inconsistenza dell’elemento soggettivo nella condotta antisindacale per la quale é sufficiente il solo carattere oggettivo, prescindendo così dagli elementi intenzionali che possono eventualmente determinare il comportamento in questione.

L’art.28 della legge n. 300/1970 (cosiddetto Statuto dei Lavoratori) dispone uno strumento celere di repressione di tali comportamenti che contrastano, con evidenza, con gli obblighi del datore di lavoro.

Nelle controversie legate alle condotte antisindacali il provvedimento del giudice, che riveste la forma del decreto, è immediatamente esecutivo. L’opposizione al decreto è attuabile entro 15 giorni davanti al medesimo tribunale che decreta la sentenza in maniera istantaneamente esecutiva.

Mobbing aziendale

Lo Studio Di Dio offre anche assistenza per i casi di mobbing aziendale, cioè nelle situazioni che vedono un dipendente vittima di un’attività persecutoria volta ad ottenerne le dimissioni. Molto spesso il mobbing sul lavoro ha delle ripercussioni psicofisiche sulla vittima come ad esempio il disturbo da disadattamento lavorativo o disturbo post-traumatico da stress. È naturalmente possibile presentare una denuncia per mobbing e quindi difendersi dal reato di mobbing solo quando ne sussistano le opportune ragioni. Per determinare un reato di mobbing aziendale occorre sottolineare che l’attività mobbizzante va considerata nel suo contesto e nella sua reiterazione; infatti l’evento lesivo non previsto né giustificato da alcuna norma dell’ordinamento giuridico, deve essere sempre ricercato valutando unitariamente e complessivamente i diversi comportamenti volti a perseguire il lavoratore.

Esistono due tipi di mobbing aziendale: il mobbing gerarchico o verticale e il mobbing orizzontale o ambientale. Nel primo caso le vessazioni sono perpetrate da superiori della vittima, nel secondo sono invece i colleghi della ad isolare il lavoratore privandolo del dialogo, del rispetto e dell’ordinaria collaborazione.






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